ABNA24 – si rese responsabile di due attacchi terroristici, uno a Oslo e uno sull'isola di Utoya uccidendo 77 persone, continua a perseguitare i sopravvissuti e le famiglie delle vittime inviando loro lettere dal carcere in cui ribadisce il contenuto del manifesto diffuso prima degli attacchi, contro migranti, musulmani e laburisti e per il 'potere bianco'.
Lo ha reso noto la leader del Comitato di supporto ai sopravvissuti, Lisbeth Royneland, che nella strage ha perso sua figlia, definendo "inaccettabile" che l'assassino possa permettersi di inviare simili missive in stato di detenzione e chiedendo alle autorità di fermargli la mano.
Breivik, condannato ad almeno 20 anni di carcere in quanto unico responsabile delle stragi e sostanzialmente sano di mente, ha inviato copie della stessa lettera scritta a mano con lettere maiuscole, tra gli altri, alla stessa leader del comitato e al deputato laburista Torbjorn Vereide.
In molti chiedono che si trovi il modo di farlo smettere, ma a quanto pare non è così semplice. Secondo il vicedirettore regionale del sistema carcerario Erling Fæste, “il motivo per cui consentiamo l’invio di lettere è che la legge sull’esecuzione delle sentenze stabilisce che ai detenuti è permesso l’invio lettere, a meno che ciò non possa portare a nuovi reati”. Fæst ha promesso un maggiore dialogo per evitare che le missive siano inviate direttamente ai sopravvissuti.
Quanto a Breivik, a gennaio il tribunale sarà chiamato a decidere sulla libertà vigilata. Le sue chance sono praticamente nulle, visto che non si è mai pentito. Per la strage è stato condannato a 21 anni di carcere, la pena massima prevista in Norvegia.
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